Le 10 hard skills più richieste in Italia nel 2026 in ambito Cloud Architecture 

Cloud Architecture

Mentre le aziende accelerano l’adozione del cloud, quali skills diventano decisive per restare competitivi nel mercato del lavoro? 

Negli ultimi anni il cloud è diventato uno degli asset strategici più rilevanti per la trasformazione digitale di aziende e Pubbliche Amministrazioni in Italia. I numeri confermano questo trend: il mercato del cloud computing nel nostro Paese ha superato i 10 miliardi di euro nel 2025 e continua a crescere a ritmi sostenuti, con un tasso stimato intorno al 20% nel medio periodo. 

In questo scenario, la Cloud Architecture ha superato i confini di una specializzazione puramente tecnica, diventando una leva fondamentale per supportare modelli di business scalabili, sicuri e resilienti. La capacità di governare ambienti complessi, garantire continuità operativa e adattarsi rapidamente al cambiamento è oggi una competenza trasversale, sempre più richiesta all’interno delle organizzazioni. 

Per questo motivo, individuare con chiarezza quali hard skills saranno più rilevanti nel 2026 è un passaggio chiave sia per i professionisti IT che desiderano orientare il proprio percorso di crescita, sia per le aziende e i responsabili HR chiamati a intercettare e sviluppare profili ad alta specializzazione. 

Le 10 skills più richieste in ambito Cloud Architecture 

Questo primo gruppo di skills riguarda la capacità di disegnare, integrare e governare ecosistemi cloud complessi, allineando le scelte tecnologiche alle esigenze di business e di sicurezza delle aziende. Vediamole nello specifico: 

  • Architettura su hyperscaler (AWS, Azure, GCP). Fondamentale per progettare soluzioni scalabili e resilienti, considerando che la maggior parte dei nuovi progetti enterprise in Italia sarà sviluppata su cloud pubblico. 
  • Cloud ibrido e multicloud. Sempre più richiesto per integrare ambienti on-premise e cloud diversi, garantendo flessibilità, continuità operativa e controllo della governance. 
  • Sicurezza cloud (Cloud Security, IAM, compliance). Skill critica per proteggere dati e workload nel cloud e garantire l’aderenza alle normative europee e nazionali, sempre più centrali per le aziende. 
  • Architetture cloud-native e microservizi. Essenziali per modernizzare applicazioni legacy e sviluppare sistemi modulari, scalabili e facilmente integrabili tramite API. 
  • Cloud migration e modernizzazione applicativa. Competenze chiave per accompagnare le aziende italiane nella transizione verso architetture cloud evolute, attraverso assessment, pianificazione e re-architecting. 

Competenze di implementazione, automazione e ottimizzazione 

Il secondo gruppo di skills riguarda, invece, la capacità di rendere la Cloud Architecture efficiente, affidabile e sostenibile nel tempo, supportando l’operatività quotidiana e il controllo dei costi. Tra queste troviamo:  

  • Infrastructure as Code (Terraform, CloudFormation, Bicep). Indispensabile per automatizzare la gestione dell’infrastruttura, ridurre errori manuali e garantire coerenza tra ambienti complessi. 
  • Container e orchestrazione. Skill chiave per lo sviluppo e il deployment di applicazioni moderne, migliorando portabilità, scalabilità e resilienza dei servizi cloud. 
  • CI/CD e DevOps su cloud. Sempre più richieste per accelerare i cicli di rilascio e migliorare qualità e affidabilità del software attraverso pipeline automatizzate. 
  • Data platform sul cloud (data lake, data warehouse, streaming). Fondamentali per abilitare analytics avanzati, intelligenza artificiale e gestione dei dati in tempo reale. 
  • Cloud cost management e FinOps. Competenze emergenti ma strategiche per ottimizzare la spesa cloud, monitorare i costi e allineare le decisioni tecnologiche agli obiettivi di business. 

Impatto sul mercato del lavoro e prospettive per il 2026 

L’evoluzione della Cloud Architecture sta già ridefinendo il mercato del lavoro IT in Italia e continuerà a farlo nei prossimi anni. La crescente adozione di soluzioni cloud, unita alla necessità di gestire infrastrutture sempre più complesse e integrate, sta aumentando infatti la domanda di profili specializzati e difficilmente sostituibili.  

Per le aziende, questo scenario si traduce in una competizione sempre più forte per attrarre e trattenere talenti qualificati rendendo necessario un approccio strutturato alla selezione e allo sviluppo delle competenze interne. Per i professionisti IT, invece, investire in queste skills significa posizionarsi su ruoli ad alto valore, capaci di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato. 

In questo contesto, la formazione continua e il conseguimento di certificazioni riconosciute rappresentano una leva fondamentale. Per i professionisti, aggiornare le proprie competenze in questo ambito, attraverso percorsi formativi mirati e certificazioni sui principali hyperscaler, consente di rafforzare il proprio profilo e aumentare la spendibilità sul mercato del lavoro. Per le aziende, investire nella formazione delle persone significa ridurre il gap di competenze, accelerare l’adozione del cloud e costruire team più autonomi e resilienti. 

Guardando al 2026, la capacità di anticipare i trend e di sviluppare competenze cloud in modo strutturato sarà quindi un elemento distintivo sia per chi cerca nuove opportunità professionali, sia per le organizzazioni che vogliono affrontare con successo le sfide della trasformazione digitale.