Dalla definizione della strategia alla sua applicazione quotidiana, nei gruppi globali l’allineamento decisionale diventa una leva fondamentale per garantire coerenza, efficacia e solidità organizzativa.
Nei gruppi internazionali la complessità organizzativa è un dato di fatto. Strutture articolate, mercati diversi e culture manageriali eterogenee rendono il processo decisionale sempre più delicato.
In questo scenario, molte aziende investono tempo ed energie nella definizione della strategia. Vision, obiettivi e piani industriali sono chiari e formalizzati, eppure, nella pratica, i risultati faticano ad arrivare in modo coerente.
La causa di questo problema non è quasi mai cosa si decide, ma il come quelle decisioni vengono interpretate e applicate all’interno dell’organizzazione.
Quando le decisioni si moltiplicano lungo l’organizzazione
Nei gruppi multi-country, ogni decisione strategica nasce in un punto preciso, ma non resta mai ferma. Attraversa livelli gerarchici, funzioni e Paesi diversi, entrando in contatto con contesti operativi e culturali differenti.
È in questo passaggio che avviene una trasformazione spesso invisibile: la decisione non viene contestata, ma reinterpretata. Ogni leader, infatti, la legge alla luce delle proprie priorità, delle pressioni locali e del proprio ruolo. Il risultato è che una decisione presa una volta viene applicata molte volte, in modi diversi. Il rischio, quindi, non è l’errore strategico, ma la perdita di coerenza decisionale.
La complessità non è l’unica colpevole
In queste aziende la complessità è inevitabile: autonomia locale, adattamento ai mercati e velocità decisionale sono elementi necessari per competere.
Il problema, però, nasce quando questa complessità non è accompagnata da criteri decisionali condivisi. In assenza di un riferimento comune, ogni area tende a ottimizzare le proprie scelte, spesso in modo legittimo, ma non sempre allineato alla direzione complessiva.
È così che la complessità si trasforma in frammentazione:
- tra centro e periferia
- tra strategia ed esecuzione
- tra leadership formale e leadership reale
Di fronte a queste dinamiche, molte organizzazioni rispondono rafforzando la comunicazione: più riunioni, più linee guida, più documenti.
Ma comunicare una decisione non significa garantire allineamento. Questo, infatti, non nasce automaticamente dalla condivisione delle informazioni, ma dalla capacità di chiarire:
- come si prendono le decisioni
- quali priorità vengono prima quando entrano in conflitto
- fino a dove arriva l’autonomia dei singoli leader
Senza questo lavoro, ogni manager continuerà ad agire secondo il proprio frame interpretativo, soprattutto nei momenti di pressione.
Il ruolo del CEO nei gruppi globali
È a questo punto che il ruolo del CEO assume una nuova centralità. Nei gruppi complessi, non può essere il decisore di ogni scelta, né il controllore dell’esecuzione; il suo compito diventa un altro: garantire l’allineamento decisionale del sistema di leadership.
Questo significa rendere espliciti i criteri decisionali, costruire un linguaggio comune e creare spazi in cui le decisioni possano essere comprese prima ancora che eseguite.
Executive Coaching: uno spazio di governo del sistema di leadership
Il lavoro del CEO però non può avvenire solo attraverso processi o organigrammi. Infatti, in questo scenario, l’Executive Coaching assume un ruolo diverso da quello tradizionale.
Non è un intervento motivazionale, né un supporto individuale isolato, ma diventa uno spazio strutturato di governo del sistema di leadership. Un contesto in cui i leader possono:
- confrontare i propri criteri decisionali
- allineare linguaggio e priorità
- leggere insieme la complessità organizzativa
Il coaching agisce come dispositivo di allineamento, aiutando l’organizzazione a mantenere coerenza tra decisioni centrali e interpretazioni locali.
Dall’allineamento formale a quello reale
Ed è quindi unendo il ruolo del CEO con quello dell’Executive Coaching che, dall’allineamento formale si passa a quello reale.
Nei gruppi multi-country, in particolare, questo nuovo allineamento si misura nelle scelte quotidiane, soprattutto quando non esistono risposte predefinite. È visibile nelle decisioni prese in autonomia, nella gestione delle priorità in contesti ambigui e nella capacità dei leader di agire in modo coerente anche senza indicazioni puntuali
Quando l’allineamento è solido, la strategia diventa un riferimento vivo, non un documento statico.
Governare la complessità senza semplificarla
In conclusione, è quindi possibile dire che, nei gruppi globali, la complessità non può essere eliminata. Può però essere governata. L’allineamento decisionale è una leva silenziosa ma determinante: quando manca, la strategia perde forza nell’esecuzione; quando è presente, l’organizzazione diventa più coerente, leggibile e capace di agire in modo unitario, anche nella diversità dei contesti. È in questo equilibrio tra autonomia e coerenza che la leadership trova oggi il suo vero spazio di evoluzione.